lunedì 18 giugno 2012

Future ITC - La "sfera di cristallo" globale

Nel post di oggi voglio presentarvi il sesto ed ultimo progetto FET flagship candidato a ricevere il finanziamento dell'unione europea di cui si è parlato già in vari altri post (ad esempio qui, qui e qui). L'ambizioso obbiettivo del programma FuturITC è di creare quella che è stata definita come una sorta di "sfera di cristallo globale"; un sistema informatico che non si limiterebbe a simulare un singolo campo della finanza della politica o dell'ambiente ma al contrario dovrebbe simulare il numero più elevato possibile di aspetti della nostra società per rispondere agli interrogativi più difficili che si pongono ai decisori politici globali.
"Le dinamiche socio-economiche che guidano la vita della nostra civiltà sono assai poco comprese; possiamo quasi dire di saperne di più sul resto dell'universo che sulla nostra stessa società. Ormai è tempo di sfruttare l'opportunità offertaci dalle sempre più sviluppate tecnologie dell'informazione per studiale l'intricata rete di attività economiche e sociali della nostra civiltà globale, al fine di individuare le migliori strade per un futuro sostenibile". E' così che i promotori di Futur ITC (qui il sito ufficiale) presentano il loro fantascientifico progetto.
Il "FuturICT Knowledge Accelerator" (questo il nome ufficiale del programma) si propone come un impresa scientifica interdisciplinare  senza precedenti nel campo dello studio dei sistemi socio-economici e ambientali che dovrebbe integrare le più moderne tecnologie dell'informazione con le scienze sociali e i più raffinati metodi fisico-matematici per lo studio dei sistemi complessi. In questo modo, sfruttando i flussi torrenziali di dati ormai disponibili su quasi qualunque aspetto della nostra civiltà, il dispositivo al cuore del progetto; il "Living Earth Simulator", dovrebbe riuscire a modellizzare efficacemente i più diversi sistemi globali: dall'economia ai governi, dall'ecologia alle tendenze culturali, dalla demografia all'agricoltura fino al diffondersi delle pandemie. Il progetto, a cui hanno aderito istituzioni accademiche di tutta Europa, coordinate dal Prof. Dirk Helbing del Politecnico di Zurigo,  prevede anche di istituire veri e propri "osservatori di crisi"  che andranno a caccia di problemi globali in fase nascente in modo da intervenire precocemente e risolverli al meglio.
La fiducia degli studiosi nella reale possibilità di realizzare tutto questo viene dai notevoli successi riportati negli ultimi anni nella modellizzazione e simulazione numerica di sistemi sociali altamente complessi come il traffico stradale o la criminalità nelle grandi metropoli occidentali. In proposito Helbing ha dichiarato: "Noi non pretendiamo certo di costruire una macchina onnisciente capace di evitare qualunque disastro o problema. Quello che vogliamo è invece essere in grado di comprendere meglio le condizioni, i meccanismi e l'impatto delle crisi sociali, economiche e ambientali. Per fare questo non sarà necessario "predire il futuro" in maniera dettagliata e temporalmente precisa; basterà definire scenari che permetteranno di rispondere a domande del tipo "cosa succederebbe se..?" in termini di probabilità. In questo modo potremmo testare in silico le conseguenze di diverse strategie di azione, come, ad esempio, l'introduzione di nuovi sistemi di regolamentazione dei mercati, prima di metterle in pratica nel mondo reale".
Nel video di presentazione qui sotto compare anche il fisico teorico italiano Alessandro Vespigniani, membro del gruppo dirigente italiano del progetto, nonché direttore dell'ISI ("Institute for Scientific Interchange") di Torino, noto per i suoi importanti lavori sulle reti complesse.

2 commenti:

  1. Mi ricorda un pò la psicostoriografia dei libri di Asimov...

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    1. Effettivamente c'è un certa somiglianza... Ancora una volta lo sviluppo scientifico e tecnologico sta facendo diventare realtà quello che fino a poco tempo fa era solo fantasia! ;)

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